Project Detail: Fabbriche rinate

Contest:

Verzasca FOTO Festival Awards 2017



Brand:

Verzasca Foto



Author:

Ivano Adversi

 

Project Info

Fabbriche rinate

La crisi economica e produttiva di questi ultimi anni ha colpito duramente anche le regioni del nord più industrializzato, con tassi di disoccupazione che non si vedevano dal dopoguerra. Il tessuto industriale, salvo poche e pregiate realtà, è stato fortemente danneggiato. Eppure, nel mezzo di una crisi senza precedenti per durata e per entità, gli operai ancora una volta si mostrano non immemori di una storia che li ha plasmati nell’idea che dal peggio può sempre nascere qualcosa di buono e di nuovo.

La cooperazione, anche in un passato più lontano, fu lo strumento più idoneo a sostenere un modello di sviluppo capace di coniugare crescita economica ed equità sociale, grazie anche a un protagonismo positivo delle istituzioni locali, che allora promossero una grande partecipazione democratica intorno al tema della costruzione dei servizi e delle infrastrutture. Allora si trattò di costruire; ora si è trattato di salvare quello che stava morendo, o di inventarsi un lavoro nuovo dalle ceneri del vecchio diventato obsoleto.

Noi, dunque, vogliamo raccontare le storie di quegli operai ed operaie che si sono rimboccati le maniche, che hanno difeso la loro azienda fino a farsene carico definitivamente, ricreando una cooperativa sulle rovine della vecchia ditta e impegnandosi a proseguire in quel lavoro che altri abbandonavano.

Vogliamo raccontare tutto ciò attraverso la raccolta della memoria di quanto costruito e la ricerca fotografica, raffigurando le maestranze di queste fabbriche e raccontando le loro storie.

The economic and productive crisis of recent years has hit hard even the most industrialized regions of the north, with unemployment rates not seen since the war. The industrial tissue, except limited and valuable reality, was heavily damaged. Yet, in the midst of a crisis unprecedented in duration and extent, the workers once again show themselves not unmindful of a history that has molded them in the idea that the worst can always come something good and new.
Cooperation, even in the more distant past, was the most appropriate tool to support a development model capable of combining economic growth and social equity, thanks to a positive leading role of local institutions, which then promoted a great democratic participation around the theme the construction of facilities and infrastructure. Then it came to building; Now it came to save what was dying, or invent a new job from the ashes of the old become obsolete.
We, therefore, we want to tell the stories of those workers, males and females, who have rolled up their sleeves, who have defended their company up to take charge permanently, recreating a cooperative on the ruins of the old firm, pledging to continue the work that others abandoned.
We want to tell all this through the collection of memory and the photographic research, depicting the workers of these factories and telling their stories.

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